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lunedì 8 luglio 2013

IL REATO DI ALLEVIARE LA POVERTÀ: LA VALUTA DI UNA COMUNITÀ LOCALE COMBATTE LA BANCA CENTRALE DEL KENYA



Il progetto fu avviato in Maggio 2013 ed ebbe come effetto immediato un aumento del 22% delle vendite. Questo corrispose a un incremento dei profitti e del potere d’acquisto del 22%. 

Gli scambi erano di beni e servizi che senza la presenza di una valuta alternativa sarebbero stati non utilizzati o sprecati, e non perché non fossero commerciabili, ma perché i potenziali acquirenti non avevano il denaro per poterli acquistare. L’introduzione del Bangla-Pesa riuscì a dare un forte e decisivo impulso all’economia locale...

giovedì 4 luglio 2013

ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE ITALIANA. E' L'OPERA SISTEMATICA con cui i governi dei tecnocrati ossequiosi alla finanza mondiale distruggono la nazione. Servire interessi stranieri, dopo aver giurato fedeltà alla Costituzione è alto tradimento...



SIAMO IN GRAVISSIMA EMERGENZA NAZIONALE. DIFESA E ATTUAZIONE DELLA COSTITUZIONE ITALIANA: Art. 1 L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione - di Simonetta Castellano su Babilonia la Grande 4.7.2013

Per il diritto costituzionale italiano, cioè per la struttura fondamentale dello Stato:

l'Italia
  1. E' FONDATA SUL LAVORO
e in Italia la sovranità
  1. APPARTIENE AL POPOLO
  2. E' ESERCITATA DAL POPOLO

Il lavoro è il fondamento dell'Italia e la sovranità statuale italiana, che deve assicurare il fondamento della nazione, ...

lunedì 1 luglio 2013

SE IL BANCHIERE SCOMMETTE SUL FALLIMENTO DELL'EURO, NON VOGLIO FARE I SUOI INTERESSI PIGIANDO SUL TASTO USCITA DALL'EURO. Per uscire dall'ubriacatura della finanza virtuale ci serve un bagno di sano realismo

LOCAL-ANTIGLOBAL DISSE SAN BENEDETTO E CREO' L'EUROPA REALE. AUTONOMIE LOCALI: la nostra forza di auto-organizzazione sul campo dopo mille anni sono ancora i Comuni. Che hanno poteri di governo reale immediato - di Simonetta Castellano, su Babilonia la Grande 2.7.2013


Gli analisti invocano il ritorno all'economia reale per uscire dall'ubriacatura della finanza virtuale, nella quale stiamo affogando, e per tornare ai progetti concreti. E' vero, e allora si dovrà accettare un bagno di sano realismo: l'Europa reale è stata costruita da un mistico, san Benedetto da Norcia.

E' per mezzo del suo modello socio-economico-culturale, che nell'occidente devastato dal crollo dell'Impero romano e dalle invasioni barbariche, nacque quell'autonomia locale che fu motore di prosperità e libertà e che creò i Comuni, artefici delle sorti dei futuri Stati sovrani nazionali.

E', invece, il >"processo costituente democratico", che ha creato il grande inganno di una falsa Europa, fatta dai tecnocrati per i potenti. Ed è, ora, l'attività di speculazione finanziaria che divora le nostre risorse. Con l'euro hanno demolito la nostra ricchezza nazionale, poi con le privatizzazioni si sono comprati le imprese che facevano gola e adesso con l'uscita dall'euro e il conseguente crollo sono pronti a comprarsi a prezzi da svendita quello che resta. Perciò, il banchiere scommette sul crollo dell'euro: perché lo hanno programmato loro. 

>Ma non c'è fretta di tuffarsi nel baratro. Invece loro sì, loro hanno fretta.

E i loro intellettuali ci intimano la resa a brutto muso: >Luttwak - L'italia esca dall'euro o non si riprenderà più (con tutto il repertorio di terrorismo economico che abbiamo imparato a conoscere: Perché uscire dall’euro? Perché – dice Luttwak – l’euro è letale per la nostra economia, soffocata e con nulle prospettive di crescita: l’euro mette al primo posto il pareggio di bilancio e l’abbattimento del deficit e del debito pubblico. Davanti a questi obiettivi, le uniche politiche possibili sono solo tagli pesanti e pressione fiscale; e non per qualche mese o anno, ma per decenni)

In pratica, come si è ben capito, siamo nel caso in cui il ‘recesso volontario’ dall'euro ci viene suggerito dai partner europei come una 'soluzione obbligata'. Obbligatoriamente volontario.

Per sconfiggere il Tiranno Globale, invece...

NON C'È FRETTA DI TUFFARSI NEL BARATRO. Visto che è deciso che l'euro fallirà e che l'uscita dall'euro per l'Italia sarà "volontariamente obbligatoria", è più serio preparare prima un piano di salvataggio con i poteri di Governo Locale

su Babilonia la Grande 1.7.2013

Prima di pigiare il tasto exit e senza euforie ingenue del tipo "siamo riusciti a liberarci del tiranno":

è indispensabile quantomeno organizzare un piano di salvataggio con i poteri delle autonomie locali sul territorio, che si uniscano in alleanze strategiche per operare nei margini di legge... 


martedì 25 giugno 2013

Lasciare l'euro comporta elevati costi e rischi. La via d'uscita dalla crisi, percorribile su base nazionale, c'è ed è "sfuggita" all’attenzione mediatica: senza lasciare l’euro

Gawronski: stampare denaro, o l’Italia sarà rasa al suolo


00:16 | Pubblicato da admin | 


Il rapporto Istat appena uscito prefigura un crollo di civiltà: la percentuale di concittadini in stato di «grave deprivazione» vola al 14,7. In soli sei anni il Pil pro capite è sceso dell’11,5%; nella graduatoria internazionale l’Italia passa dal 31˚al 45˚posto. Anche il futuro è stato ipotecato: calano infatti la ricchezza (-12%), gli investimenti pubblici (dal 4 al 2,9% del Pil), la capacità produttiva (-16% nell’industria), gli studenti universitari (-17%); crescono il debito pubblico, il debito estero netto (28% del Pil, sul quale l’Italia paga 12 miliardi di interessi l’anno), i giovani senza lavoro (57% fra disoccupati e scoraggiati). Perciò è essenziale a questo punto dire la verità. La crisi non dipende dai nostri vizi storici, bensì – lo dicono i dati – da uno straordinario, diffuso timore di spendere i soldi.

Per uscirne non è perciò necessario «cambiare gli italiani» o la struttura economica: la depressione della domanda, notoriamente, si cura sostenendo la domanda. Terapia tutt’altro che difficile: basta spendere soldi; e i soldi… si stampano. Ma noi abbiamo consegnato le leve macroeconomiche all’Europa

mercoledì 5 giugno 2013

Conoscere, acquisire consapevolezza per difendersi!!!

Frode. Il perchè della grande recessione

Mi segnalano questo video preso da FrodeDocumental (Istituto Von Mises, Usemlab, Francesco Carbone...) e prontamente lo giro a tutti. Lo potete vedere tutto sul sito linkato in blu quì sopra. Segue dibattito

mercoledì 22 maggio 2013

Michel Chossudovsky:"E’ importante che i cittadini europei e nordamericani agiscano fermamente a livello nazionale e internazionale contro questi intrallazzi diabolici dei loro governanti"

LA CONFISCA DEI RISPARMI DEI CITTADINI “PER SALVARE LE BANCHE”: IL PROGETTO DIABOLICO DI “RICAPITALIZZAZIONE” BANCARIA


DI MICHEL CHOSSUDOVSKY 

GlobalResearch

La ricapitalizzazione delle banche cipriote è una prova generale di quello che ci attende?

E’ possibile prevedere un “furto dei risparmi” in seno alla Comunità Europea e in Nord America in grado di portare alla confisca completa dei depositi bancari?


A Cipro il sistema dei pagamenti è stato completamente perturbato, provocando così l’affondamento dell’economia reale.

Pensioni e salari non vengono più erogati. Il potere di acquisto si è inabissato.
La popolazione di Cipro è stata impoverita.

Le piccole e medie imprese rischiano il fallimento. 

La popolazione di Cipro è di un milione di persone.

Che cosa succederà se si “rasa” in questo modo il sistema bancario dagli Stati Uniti, dal Canada, e nell’Unione Europea? 

Secondo l’Institute of International Finance (IIF) con sede a Washington che rappresenta la posizione del sistema finanziario “ l’approccio cipriota che consiste nello sfruttare i depositi e i crediti quando le banche sono in situazione critica diventerà probabilmente un modello per fare fronte ai crolli in Europa (Economic Times, 27 marzo 2013)”.

Bisogna comprendere che, prima dell’assalto di Cipro, la confisca dei depositi bancari era stata prevista in più paesi. Inoltre, i potenti attori finanziari che hanno innescato la crisi bancaria a Cipro sono anche gli architetti delle misure di austerità socialmente devastanti imposte in seno alla Unione Europea e in America del Nord. 

Cipro è un modello o uno scenario?