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sabato 29 giugno 2013

L'ARI-COSTITUENTE EUROPEA E L'ULTIMA ILLUSIONE: LA DEMOCRAZZZIA. COMMENTO SEMISERIO a un lodevole (quanto illusorio) Manifesto per l'Alternativa democratica... Demo-fà. Demo-che???

Ci propongono di firmare il Manifesto popolare decisivo per uscire dalla crisi. C'è da piangere ogni giorno per le notizie che leggiamo, perciò stavolta nel commentare mi sono voluta fare 4 risate... Non me ne vogliano Lorsignori  - di Simonetta Castellano, su Babilonia la Grande 29.06.2013



Molti pensieri da loro scritti sono condivisibili (vedremo quali) ed è, il mio, solo un gioco per sottolinearli, da "profana". E per riscoprire alla fine la soluzione che esiste. A sorpresa.
Qui di seguito il testo del Manifesto per L'Europa e in parentesi quadra grassetto il mio commento.


MANIFESTO PER L'EUROPA
Alla cui stesura ha lavorato sia un gruppo ad hoc selezionato da Alternativa (il laboratorio politico fondato da Giulietto Chiesa) sia un gruppo di intellettuali di diverse esperienze e traiettorie...

Lo scenario

Un club planetario a vocazione totalitaria sta distruggendo l'Europa dei popoli, la nostra vita, la nostra democrazia, la nostra libertà. Il nostro futuro è in grave pericolo. 

Gradualmente, senza che ce ne rendessimo conto, siamo stati consegnati nelle mani di un'oligarchia senza patria e senz'anima, il cui unico collante è il delirio di onnipotenza derivante dal possesso del denaro infinito che essa crea. 
  
[E fin qui, è quello che tutti i blogger gli stanno dicendo da un po' di anni... agli intellettuali...]

 

mercoledì 26 giugno 2013

Il Sindaco per legge può stampare moneta. E lo strangolamento bankeuropeo finisce...

Il Comune può stampare moneta, per legge. Ecco come -di Gianluca Monaco

“Al Comune spettano tutte le funzioni che riguardano la popolazione ed il territorio, in particolare è il Comune stesso che deve farsi carico delle esigenze nascenti in determinati settori specificamente delineati dal dettato normativo. “

A conferma di quanto sopra infatti, l’articolo 112 del T.U.E.L. enuncia che: “Gli enti locali,nell’ambito delle rispettive competenze, provvedono alla gestione dei servizi pubblici che abbiano per oggetto produzione di beni ed attività rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità locali”.
Queste ampie funzioni che come abbiamo visto vengono in diversi modi attribuite all’entecomunale, comportano uno serie di problematiche:

a) in primo luogo sono frequenti le controversie circa la definizione dei confini dei ruoli tra i livelli di governo in alcuni settori chiave quali, ad esempio, quello della tutela della salute,overno del territorio e dell’ambiente nonché in tema di servizi sociali.

b) In secondo luogo risulta problematico delineare il rapporto tra le nuove competenze attribuite al Comune e le effettive risorse che al Comune stesso vengono messe a disposizione.

Tutto questo in attuazione dell’art. 119 Cost. il quale prevede per i Comuni (Province, Città Metropolitane e Regioni) autonomia finanziaria di entrata e di spesa, tributi ed entrate propri,compartecipazione al gettito di tributi erariali riferibili al loro territorio nonché un fondo perequativo per i territori con minore capacità fiscale per abitante.

martedì 25 giugno 2013

Lasciare l'euro comporta elevati costi e rischi. La via d'uscita dalla crisi, percorribile su base nazionale, c'è ed è "sfuggita" all’attenzione mediatica: senza lasciare l’euro

Gawronski: stampare denaro, o l’Italia sarà rasa al suolo


00:16 | Pubblicato da admin | 


Il rapporto Istat appena uscito prefigura un crollo di civiltà: la percentuale di concittadini in stato di «grave deprivazione» vola al 14,7. In soli sei anni il Pil pro capite è sceso dell’11,5%; nella graduatoria internazionale l’Italia passa dal 31˚al 45˚posto. Anche il futuro è stato ipotecato: calano infatti la ricchezza (-12%), gli investimenti pubblici (dal 4 al 2,9% del Pil), la capacità produttiva (-16% nell’industria), gli studenti universitari (-17%); crescono il debito pubblico, il debito estero netto (28% del Pil, sul quale l’Italia paga 12 miliardi di interessi l’anno), i giovani senza lavoro (57% fra disoccupati e scoraggiati). Perciò è essenziale a questo punto dire la verità. La crisi non dipende dai nostri vizi storici, bensì – lo dicono i dati – da uno straordinario, diffuso timore di spendere i soldi.

Per uscirne non è perciò necessario «cambiare gli italiani» o la struttura economica: la depressione della domanda, notoriamente, si cura sostenendo la domanda. Terapia tutt’altro che difficile: basta spendere soldi; e i soldi… si stampano. Ma noi abbiamo consegnato le leve macroeconomiche all’Europa

lunedì 24 giugno 2013

Questa generazione di cittadini italiani è l'ultima!

Per sconfiggere il tiranno globale



Pubblicato su Babilonia la Grande - di Simonetta Castellano


E' una questione di logica: per pensare di poterci difendere dal potere globale dobbiamo avere un'alternativa che sia quantomeno universale.

Si contendono il governo mondiale a destra e a sinistra,volendo attirare gli italiani a schierarsi o con i tedeschi o con gli americani, illudendoli che allearsi con lo straniero sia la scelta necessaria. Ma è solo per nascondere che nessuna potenza straniera farà mai gli interessi dell'Italia. 

Noi ci dibattiamo cercando una via di fuga dallo stritolamento in atto, ma demonizzare l'asse Draghi-Merkel o osannare il tribuno del popolo Nigel Farage non sposterà di una virgola il destino segnato degli italiani: essere la preda. Non è che l'obiettivo tedesco sia il bene dell'Italia, e non è che Farage non dica cose condivisibili. Il punto non è questo.

Il punto è che ci stordiscono nella contrapposizione tra destra e sinistra, nello schierarsi tra tedeschi e americani, tra europeisti ed euroscettici, perché siamo la preda ambita di chi vuole vincere la gara del controllo globale.

I filotedeschi difendono il feudo europeo per i banchieri locali, mentre i filoamericani consegnano il feudo ai banchieri d'oltre oceano.

Non dobbiamo essere per forza filotedeschi o filoamericani per essere nel gioco. Dobbiamo iniziare ad essere filoitaliani per chiamarci fuori dai giochi di potere mondiali. Altrimenti, inutile illudersi: non c'è scampo.

martedì 11 giugno 2013

Magistrato Paolo Ferraro: la pedofilia è il pezzo della strategia che tiene in piedi la casta nazionale e internazionale


Ferraro: parlare di sovranità, moneta, signoraggio, non basta per combattere il Progetto deviato dei poteri forti contro i popoli. Il pezzo della strategia che tiene in piedi la casta è la pedofilia. Colpire la pedofilia per smantellare la casta 

GUARDA IL VIDEO

 

Il discorso che costò la vita a John Fitzgerald Kennedy, della serie: chi tocca "il denaro" muore!

Ma chi governa realmente il mondo? Alcuni indizi che un gruppo ristretto di ricchi elitari tira le fila del pianeta - da il navigatore curioso


Chi decide le sorti sociali, politiche ed economiche nell'epoca della globalizzazione? Sembra essere la domanda che meglio descrive il periodo storico nel quale ci troviamo a vivere. In un momento nel quale la politica sembra incapace di prospettare un visione prospettica di lungo periodo, i potentati economici e finanziari sembrano aver assunto il controllo totale delle strutture governative che dovrebbero guidare il fenomeno della globalizzazione sorto agli albori del terzo millennio. 

Tutti noi, molto spesso, avvertiamo il sospetto che la politica, soprattutto quella italiana, abbia abdicato volontariamente al suo compito di governo, demandando le scelte fondamentali ad una elite di potenti mossi solo dall'interesse e dal profitto, e castrando, pian piano, le sovranità popolari garantite dalla costituzione [Vedi modifica dell'articolo 81 della Costituzione Italiana]. 

Al ché, la domanda seguente è quasi ovvia: ma davvero esiste un gruppo elitario di persone oscenamente ricche in grado di controllare le sorti del mondo? Questi uomini e donne, in possesso di quantità enormi di denaro, davvero sono in grado di governare il mondo da dietro le quinte? Ebbene, la risposta a queste domande potrebbe davvero sorprenderci. 

La maggior parte di noi, persone normali, tende a considerare il denaro come un semplice strumento, grazie al quale possiamo effettuare scambi di beni e servizi. Ma la verità è che oggi esso rappresenta una potente arma di potere e di controllo. 

Per certi aspetti, ci troviamo a vivere in un sistema neo-feudale, nel quale una ristretta elite di super ricchi è capace di condizionare l'andamento del nostro pianeta, incidendo sul suo sviluppo sociale, politico ed economico, cioè, sono in grado di determinare l'andamento della storia. In un contributo offerto al Sole 24 Ore, Guido Rossi, avvocato e giurista, nonché eminente attore della vita economica italiana, scrive testualmente: 

“Quella attuale è la nuova forma di feudalesimo, che sottrae la sovranità agli Stati e alle sue istituzioni: si potrà forse dire non schiave, ma ridotte spesso, con ingiustificata presunzione, a semplici esecutori di politiche economiche, monetarie e sociali, imposte non certo democraticamente dal di fuori.

sabato 1 giugno 2013

Un piccolo gruppo di figure corrotte controlla il sistema finanziario globale e i mass-media

sabato 1 giugno 2013

Karen2.jpg


Karen Hudes, sotto, ha lavorato per ben 20 anni presso la Banca Mondiale e ha confermato che le famiglie dei banchieri centrali possiedono e controllano il mondo. Secondo la donna i banchieri sono disposti ad usare la legge marziale per difendere il loro monopolio fraudolento sul credito. (La guerra al terrorismo è ovviamente un pretesto.)


Un ex membro della Banca Mondiale, l’ex Senior Counsel Karen Hudes, dice che il sistema finanziario globale è dominato da un piccolo gruppo di figure corrotte, assetate di potere le quali ruotano attorno alla FED.
Ha anche spiegato che questa rete ha preso il controllo dei mezzi di comunicazione per coprire i suoi crimini. In un’intervista con il New American, la Hudes ha affermato che, quando cercò di portare alla luce i vari problemi della Banca Mondiale, fu licenziata. Ora, grazie ad un gruppo di insider, la Hudes è decisa a denunciare e porre fine alla corruzione.
Citando un esplosivo studio svizzero del 2011 pubblicato sulla rivista PLoS ONE riguardo la “rete di controllo corporativo globale”, la Hudes ha sottolineato che un piccolo gruppo di soggetti – per lo più composto da istituzioni finanziarie e in particolare da banche centrali – esercita una massiccia quantità di influenza sull’economia internazionale da dietro le quinte.
“Ciò che sta realmente accadendo è che le risorse mondiali sono controllate da questo gruppo” ha spiegato, aggiungendo che tali “corrotti” hanno anche il controllo sui media.


La Hudes, un avvocato che ha trascorso circa due decenni lavorando per il dipartimento legale della Banca Mondiale, ha osservato le macchinazioni della rete da vicino. ...

sabato 25 maggio 2013

In questo 2013 vedremo il ritorno alle monete nazionali?

“La rottura dell’Euro potrebbe essere vicina” - da giornalettismo.com di Andrea Mollica 21/05/2013 - 


Secondo il Wall Street Journal una frantumazione dell'unione monetaria potrebbe verificarsi in modo repentino, come successo nella crisi argentina

Il momento di svolta per l’eurocrisi potrebbe essere più vicino di quanto si pensi. La fiducia nella moneta unica è ancora alta, ma come la storia insegna, la volontà di sacrificio mostrata finora dalle popolazione dei paesi più colpiti dalla disoccupazione e dei tagli potrebbe rapidamente sgretolarsi, spingendo i loro governi all’addio alla moneta unica.

PUNTO DI ROTTURA - Il Wall Street Journal si interroga su quanto sia probabile, e vicino nel tempo, una rottura dell’euro. In questo momento la situazione dei paesi più colpiti dalla crisi dei debiti sovrani, scoppiata ormai più di tre anni fa, è drammatica. La disoccupazione in Spagna si trova al 27%, i giovani irlandesi o portoghesi abbandonano i loro paesi in cerca di un lavoro impossibile da trovare in patria, ed un quarto dei greci dice che fa fatica ad acquistare il cibo. Nonostante uno scenario così cupo, il quotidiano finanziario evidenzia come non esista un piano d’emergenza per far sì che queste persone possano recuperare il loro posto di lavoro. In questo momento gli stati della periferia dell’unione monetaria devono proseguire la riduzione delle loro spese statali, abbassare i salari e comprimere i prezzi dei loro prodotti, al fine di recuperare la competitività perduta. Secondo uno studio di Goldman Sachs la contrazione economica del Sud Europa potrebbe durare altri dieci anni.