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| fonte: INGV |
Dopo quattro anni L’Aquila ed i comuni devastati dal terremoto sono ancora un paesaggio di rovine, nonostante le promesse altisonanti dell’allora primo ministro il piduista deviato Silvio Berlusconi. La zona è addirittura militarizzata. Il sindaco vuole vederci chiaro e chiede lumi alle massime autorità di questo Stato fantoccio, e così viene addirittura minacciato di sospensione dal prefetto. Incredibile ma vero: la democrazia nel Belpaese è soltanto un guscio vuoto.
«Sono giorni difficilissimi, se non disperati, per il futuro di L’Aquila. La mancanza di risorse per la ricostruzione allontana i tempi del recupero di centro storico, frazioni, borghi»: è l’incipit della lettera del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ai presidenti del Senato, Pietro Grasso, e della Camera, Laura Boldrini. Gli aquilani vendono le case per acquistarne altrove. «Un’emorragia che lascerà il centro storico non ricostruito, una nuova Pompei: una responsabilità storica che né io né la mia amministrazione intende assumersi». Sollecita quindi «un’operazione verità per fare luce su quanto è stato speso finora per l’emergenza terremoto e la ricostruzione post sisma». Così il primo cittadino del capoluogo abruzzese chiede la convocazione di una commissione parlamentare. «Parlando con esponenti del Governo e funzionari dei ministeri - scrive - viene ribadito che per il sisma si è speso anche troppo e che avremmo bruciato grandi risorse».
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| L'Aquila: 6 aprile 2009 - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati) |
E ancora: «A man walks on debris as he looks for his relatives after an earthquake, in downtown Aquila. Purtroppo questo è il messaggio fatto passare nel Paese. Poiché il Parlamento è in possesso della relazione della Protezione Civile riguardo alla gestione dell’emergenza, dei rapporti semestrali del Commissario Straordinario per la Ricostruzione, nonché delle rendicontazioni delle somme spese dai singoli Comuni del cratere - prosegue - chiedo di incaricare la Commissione Parlamentare che riterranno opportuna per raccogliere i dati su quanto speso all’Aquila, da chi e come».
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| L'Aquila: 6 aprile 2009 - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati) |
Si tratta dell’ennesima iniziativa del sindaco che alcune settimane fa ha riconsegnato la fascia tricolore al presidente della Repubblica e ha fatto rimuovere il tricolore dalle sedi comunali per protestare contro il mancato invio di fondi per la ricostruzione.
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| Napolitano accanto al criminale del Bilderberg Henry Kissinger |
L’azione di Cialente, che ha detto no all’invito di Napolitano (affiliato all’Aspen Institute finanziato dal Bilderberg) di recedere dalla protesta, è costata al primo cittadino un decreto con cui il prefetto dell’Aquila,Francesco Alecci, gli intima di tornare alla normalità, pena la decadenza dall’incarico.
A muso duro con le autorità di questa nazione controllate ed eterodirette dall'estero: il Governo deve sempre spiegare al Popolo italiano sovrano, perché mai la prefettura dell'Aquila, centro operativo della Protezione Civile è stata sgomberata segretamente qualche giorno prima del devastante sisma del 6 aprile 2009 che ha ammazzato ufficialmente 309 persone (tra cui molti bambini), mentre la Commissione Grandi Rischi il 31 marzo 2009 aveva tranquillizzato la popolazione aquilana a restare nelle proprie case. Anzi, la notte del 5 pale 2009 a seguito du scosse particolarmente violente, la Protezione Civile ancora una volta ha invitato la gente a stare in casa (esistono numerose testimonianze probanti)....