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venerdì 31 maggio 2013

Gianni Lannes: Grillini non fate i grullini.....

PARLAMENTARI GRILLINI A FAVORE DEL MUOS IN SICILIA?

di Gianni Lannes da SU LA TESTA!, 31.5.2013



 brochure di saluto ai parlamentari M5S


Mentre il popolo siciliano si oppone concretamente sul campo alla realizzazione e messa in funzione del pericoloso MUOS a stelle e strisce in quel di Niscemi (provincia di Caltanissetta), uno strumento di guerra atterrato abusivamente in un'area protetta sulla carta dalle norme legislative italiane (un bosco di rari alberi da sughero) una folta delegazione ufficiale di parlamentari del Movimento 5 Stelle, alla chetichella ha visitato la struttura bellica (una delle centinaia di basi militari in Italia di Washington).


Allora di che si tratta? Forse, una palese intesa con il nemico del Popolo italiano? Non dimentichiamo che nel 2008, proprio mister Beppe Grillo ha incontrato l'ambasciatore statunitense David Thorne. Quest'ultimo ha poi trasmesso al Dipartimento di Stato un dettagliato rapporto, da me pubblicato integralmente alcuni mesi ed ora nuovamente in evidenza.


Tra l'altro il Grillo interpellato puntualmente a febbraio non ha ancora fornito un straccio di spiegazione a questa sua riunione segreta nella sede diplomatica U.S.A. a Roma. E dubito che vorrà mai dire la verità in proposito.

brochure di saluto ai parlamentari M5S


Fatto sta che un anno più tardi è spuntato dal nulla il M5S. Forse c'era una pianificazione a monte suggerita dallo zio Sam? Cavalcare la protesta per controllare e pilotare l'opposizione?

Per quale ragione il padrone (con tanto di atto notarile) di questo ennesimo partito aziendale (vero Casaleggio?) non ha informato pubblicamente i suoi seguaci e l'opinione pubblica? Una cosa è certa: all'interno di questo contenitore che ha varcato il Parlamento sfruttando il malcontento popolare, non c'è democrazia e il dissenso non è tollerato....

mercoledì 22 maggio 2013

Simpatia o no per il M5S, domandiamoci piuttosto con quale faccia tosta vorrebbero tutto questo potere!

Questa donna vuole chiudere il Movimento 5 Stelle e istituire la partitocrazia come nuovo potere dello Stato
La proposta Finocchiaro-Zanda sulla disciplina dei partiti politici costituisce, dal punto di vista politico, un rozzo tentativo di escludere il M5S dalla competizione elettorale e, soprattutto, dalla possibilità di partecipare alla vita democratica del Paese entro le istituzioni. C’è, tuttavia, un ulteriore aspetto, che merita di essere considerato. Anche a voler, infatti, prescindere dagli scopi politici perseguiti dal Pd, il disegno di legge presenta evidenti profili di incostituzionalità.


Vediamo, anzitutto, gli obiettivi dichiarati dal Pd. Il disegno di legge costituirebbe una proposta diretta ad assicurare «più democrazia interna nei movimenti politici in linea con quanto stabilisce l’art. 49 della Costituzione»: «la legge serve per garantire la trasparenza della vita interna dei partiti e la stessa partecipazione» (Finocchiaro). Nella presentazione del Ddl, inoltre, si precisa che le regole dettate dalla nuova legge non impediranno «a una semplice associazione o movimento di fare politica, ma il mancato acquisto della personalità giuridica precluderà l’accesso al finanziamento pubblico e la partecipazione alle competizioni elettorali». In altre parole: i movimenti potranno fare politica al di fuori delle istituzioni, saranno costretti – loro malgrado – a divenire forze extra-parlamentari, anche quando ciò non fosse in alcun modo la loro volontà, intenzione ed ispirazione. Tra partiti (legittimati alla competizione elettorale) e movimenti viene così stabilita questa distinzione essenziale: le forze politiche, per poter partecipare alle competizioni elettorali, dovranno divenire associazioni riconosciute dotate di personalità giuridica, che acquistano la personalità giuridica mediante il riconoscimento determinato dall’iscrizione nel registro delle persone giuridiche.


Si tratta di un’attuazione dell’art. 49 della Costituzione, come sostiene il Pd?