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domenica 2 giugno 2013

L'ultimo ritrovato italiano dei tecnocrati del governo globale, il Pensatoio: Personalità trasversali del governo, dell'imprenditoria e del giornalismo, tutti impegnati in un legittimo disegno politico che ci inquieta

PENSATOIO AFFARISTICO DA LETTA & ALFANO... ALLE MULTINAZIONALI - di Gianni Lannes, Su la Testa, 2.1.2013




di Paola Nugnes *

Come accade in tutte le democrazie avanzate é utile mettere sotto la lente d’ingrandimento chi finanzia fondazioni e politici. Questo è importante per monitorare meglio azioni di governo che si fanno in campo ambientale, energetico, nel settore dei giochi d’azzardo, nell’informazione, nei trasporti, nei lavori pubblici.

Una legittima e particolare attenzione va posta in tal senso alla fondazione Vedrò, l’associazione di Enrico Letta, fondata nel 2005, definita un pensatoio. Tra gli sponsor della fondazione, vera unione del governo Pd/Pdl, abbiamo...


mercoledì 22 maggio 2013

Simpatia o no per il M5S, domandiamoci piuttosto con quale faccia tosta vorrebbero tutto questo potere!

Questa donna vuole chiudere il Movimento 5 Stelle e istituire la partitocrazia come nuovo potere dello Stato
La proposta Finocchiaro-Zanda sulla disciplina dei partiti politici costituisce, dal punto di vista politico, un rozzo tentativo di escludere il M5S dalla competizione elettorale e, soprattutto, dalla possibilità di partecipare alla vita democratica del Paese entro le istituzioni. C’è, tuttavia, un ulteriore aspetto, che merita di essere considerato. Anche a voler, infatti, prescindere dagli scopi politici perseguiti dal Pd, il disegno di legge presenta evidenti profili di incostituzionalità.


Vediamo, anzitutto, gli obiettivi dichiarati dal Pd. Il disegno di legge costituirebbe una proposta diretta ad assicurare «più democrazia interna nei movimenti politici in linea con quanto stabilisce l’art. 49 della Costituzione»: «la legge serve per garantire la trasparenza della vita interna dei partiti e la stessa partecipazione» (Finocchiaro). Nella presentazione del Ddl, inoltre, si precisa che le regole dettate dalla nuova legge non impediranno «a una semplice associazione o movimento di fare politica, ma il mancato acquisto della personalità giuridica precluderà l’accesso al finanziamento pubblico e la partecipazione alle competizioni elettorali». In altre parole: i movimenti potranno fare politica al di fuori delle istituzioni, saranno costretti – loro malgrado – a divenire forze extra-parlamentari, anche quando ciò non fosse in alcun modo la loro volontà, intenzione ed ispirazione. Tra partiti (legittimati alla competizione elettorale) e movimenti viene così stabilita questa distinzione essenziale: le forze politiche, per poter partecipare alle competizioni elettorali, dovranno divenire associazioni riconosciute dotate di personalità giuridica, che acquistano la personalità giuridica mediante il riconoscimento determinato dall’iscrizione nel registro delle persone giuridiche.


Si tratta di un’attuazione dell’art. 49 della Costituzione, come sostiene il Pd?